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  AMBIENTE - AEROPORTI E TERRITORIO
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Inquadramento della Problematica  

La presenza di una infrastruttura aeroportuale rappresenta una forma di pressione significativa per il territorio proprio per gli impatti che essa genera: dall’influenza sulla qualità dell’aria, all’alterazione del clima acustico, alla variazione della struttura del territorio stesso per la necessità di nuove arterie stradali o anche ferroviarie, all’aumento dei flussi di traffico nell’area, e così di seguito. Un aeroporto rappresenta, inoltre, un vincolo per lo sviluppo del territorio in quanto ne limita l’espansione in prossimità dello stesso oppure caratterizza le caratteristiche insediative nel proprio intorno.

Ad esempio, proprio per tener conto di quanto sopra, la norma nazionale sul rumore aereo si basa sulle seguenti linee di azione:

  • caratterizzazione delle aree circostanti l’insediamento aeroportuale, fissando limiti di rumore per ciascuna aerea e stabilendo limitazioni nella destinazione d’uso delle stesse;
  • definizione di una specifica metodologia di misura del rumore prodotto dal trasporto aereo;
  • definizione per ciascun aeroporto di procedure antirumore che devono essere rispettate dagli aerei in fase di atterraggio e decollo e nelle operazioni a terra;
  • obbligo di utilizzo di un sistema di monitoraggio in continuo del rumore aeroportuale al fine di garantire il rispetto dei limiti per la tutela della popolazione ma anche per controllare il rumore emesso dagli aeromobili ed anche le procedure antirumore seguite;
  • classificazione degli aeroporti nazionali sulla base dei livelli di rumore prodotti nell’ambiente circostante;
  • obbligo di adozione di misure di bonifica nel caso di non rispetto dei limiti.
Zona aeroportuale

 
Riferimenti Normativi

Tutti gli aspetti sono contenuti nei seguenti provvedimenti normativi di settore:

  1. D.M. Ambiente 31/10/97 - Metodologia di misura del rumore aeroportuale;
  2. D.P.R. 11/12/1997 n. 496 - Regolamento recante norme per la riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili;
  3. D.M. Ambiente 20/5/99 - Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti nonché criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico;
  4. D.M. Ambiente 3/12/99 – Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti,

a cui si aggiungono:

  • A.I.P. ITALIA, che disciplina le procedure di volo a cui son soggetti tutti i piloti;
  • Normativa ed annessi I.C.A.O. nella parte relativa all'applicazione delle procedure antirumore in ambito nazionale ed internazionale.

In base a quanto disposto dalle norme, ogni aeroporto aperto al traffico civile dovrà provvedere alla predisposizione nell'intorno aeroportuale di un sistema di monitoraggio in continuo che possa consentire il rilevamento di eventuali superamenti di limiti e il collegamento di tale informazione con i dati e la traiettoria del velivolo che ha generato il superamento stesso. Ciò al fine di tenere sotto controllo il "clima" acustico nell'intorno aeroportuale ma, anche, di potere applicare sanzioni ai vettori per il non rispetto dei limiti o delle procedure antirumore. Quindi dovrà istituire una Commissione i cui compiti sono:

  • procedere alla classificazione dell’aeroporto stesso in relazione all’inquinamento acustico prodotto, sulla base di parametri quali: estensione dell’intorno aeroportuale, estensione delle tre fasce di pertinenza dell’aeroporto, estensione delle aree residenziali che ricadono in tali fasce, densità abitativa in ciascuna fascia. Da questi parametri si ricavano degli indici che consentono la classificazione dell’infrastruttura;
  • provvedere alla definizione delle procedure antirumore per ogni aeroporto sulla base dei criteri generali definiti con il decreto del Ministero dell’Ambiente; obiettivo principale è quello di ottimizzare l’impronta di rumore al suolo dell’aereo così da tutelare nella maniera migliore la popolazione esposta;
  • procedere alla definizione delle tre fasce A, B e C di pertinenza dell’infrastruttura e all’intorno aeroportuale stesso, a cui corrispondono dei limiti di rumore stabiliti con decreto ministeriale. Questo aspetto è, forse, il più delicato perché obbliga i Comuni a vincolare come destinazioni d’uso parte delle aree del proprio territorio comprese nelle suddette fasce, con la conseguente necessità di coordinare i propri strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale con il piano di sviluppo dell’aeroporto e con il piano regolatore dell’infrastruttura stessa. Ciò, come è prevedibile, può causare situazioni di non accordo tra i vari strumenti e lo stesso decreto, in questi casi, impone il ricorso ad una conferenza di servizi.

Sarà inoltre compito della società di gestione dell’aeroporto individuare e proporre al comune interessato un piano di risanamento acustico e di contenimento del rumore prodotto, mentre sarà obbligo del comune recepire tale piano e adattarlo al piano di risanamento acustico comunale che compete all’Amministrazione predisporre in ottemperanza all’art.7 della legge quadro n. 477/95.

Servizi Studio GPS

La nostra società, attraverso l’integrazione di esperti nelle materie ambientali ed esperti in procedure aeronautiche quali i Com.ti Rinaldo Pozzi e Marco Ghisalberti, può offrire la propria consulenza sia ai Comuni che ricadono negli intorni aeroportuali che alle Direzioni aeroportuali per l’assolvimento degli obblighi ad essi spettanti: progettazione dei sistemi di monitoraggio acustico e di qualità dell’aria, individuazione di procedure antirumore per una riduzione dell’inquinamento acustico su territorio e popolazione, individuazione delle curve A, B e C e classificazione acustica degli aeroporti, valutazione dell’impatto acustico e atmosferico delle infrastrutture aeroportuali attraverso modellistica specialistica, individuazione e progettazione di soluzioni di mitigazione degli impatti, elaborazione dei Piani di Rischio aereo ai sensi dell’art.707 del Codice della Navigazione quale supporto ai comuni che ricadono negli intorni aeroportuali.

 
   

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